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lunedì 13 aprile 2015

nota su ASI - APPEA


Come riportato dai media, la Provincia di Brindisi, oltre la giusta “insofferenza” evidenziata dal Comune di Ostuni in merito alla gestione dell’area industriale affidata al Consorzio ASI, ha deciso di uscire dal Consorzio stesso che, sostanzialmente, rappresenta oggi un inutile orpello per le aziende insediate e per la stessa programmazione dei territori comunali, spesso impedita dalla presenza di strumenti di pianificazione dell’ASI differenti rispetto alle necessità di gestire il territorio e dannosi per le stesse aziende.
Fin dal 2010 Legambiente ha sollecitato la Regione Puglia al ripristino di una normativa regionale (L.R. 2/2002) che prevedeva, in ottemperanza al D.Lgs 112/98 (Decreto Bersani), la costituzione nelle aree industriali di un’Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata (APEA); infatti, la L.R. n. 2/2002, demandava ai Comuni che intendessero realizzare “Aree produttive ecologicamente attrezzate”, tutte le funzioni amministrative e gestionali delle aree industriali, prevedendo, inoltre, l’abolizione degli allora Consorzi SISRI e l’immediato commissariamento.
Nessuno dei comuni appartenenti all’allora Consorzio SISRI (Brindisi, Ostuni, Fasano e Francavilla Fontana) ha ottemperato alla possibilità offerta dalla Regione; ciò fino all’emanazione della L.R. 2/2007 con la quale la Regione regolava “l’Ordinamento dei Consorzi per lo sviluppo industriale”, identificati nelle 5 province pugliesi, eliminava i commissariamenti effettuati ed abrogava la precedente L.R. 2/2002.
Di fatto impediva la costituzione delle A.P.E.A., mantenendo la gestione “politica” di un Ente economico, denominandolo “Consorzio ASI”.
Vi era, quindi, da parte della Regione un’evidente inottemperanza rispetto al Decreto Bersani (D.Lgs 112/1998) che demandava alle Regioni la costituzione delle APEA.
Le Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (APEA) rappresentano, infatti, la migliore garanzia per superare le attuali difficoltà, attraverso la costruzione di nuove “reti di impresa”, territoriali e tematiche; in tale contesto le APEA rappresentano (come avviene in molte altre Regioni) un modello innovativo ed efficace di supporto alla produzione, alla competitività e all’innovazione; in definitiva: ottimizzare i processi produttivi “core”, esternalizzare i processi “no core”, risparmiare migliorando l’assetto gestionale e quello di impatto ambientale, ecc. il tutto per recuperare competitività.
Legambiente ha molto insistito perché la normativa regionale fosse adeguata a quella nazionale in merito alla realizzazione delle APEA (non ultimo il Convegno tenutosi nella sala Consiliare della Regione il 27 giugno 2013 dal titolo “ Anche in Puglia è tempo di A.P.E.A.” ed il recente Convegno di Legambiente del 20/02/2015 in Brindisi) e la Regione Puglia ha compensato le mancanze normative fornendo, finalmente, uno strumento attuativo.
Infatti la Regione ha approvato e pubblicato (Burp del 23/03/2015) il “Piano Paesaggistico Territoriale Regionale” (P.P.T.R.) e nell’obiettivo generale n. 11 prevede la realizzazione di “Aree Produttive Paesaggisticamente ed Ecologicamente Attrezzate” (A.P.P.E.A.); in sostanza, la Regione aggiunge solo il termine “Paesaggisticamente” alla consolidata APEA in quanto le attuali aree produttive presentano forti criticità ambientali, di edilizia, di urbanistica e paesaggistica.
La Regione, con il PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) affronta il problema delle strutture produttive sul territorio ponendosi l’obiettivo di ridurre le criticità e producendo delle “Linee Guida” per le aree produttive paesaggisticamente ed ecologicamente attrezzabili (APPEA) che costituiscono un’evoluzione inclusiva dei temi paesaggistici, della qualità edilizia e dei temi della produzione energetica delle tradizionali APEA.
Oggi è quindi possibile svincolarsi dal “Consorzio ASI” attraverso la costituzione di un’APPEA.
In definitiva, il percorso da seguire per rendersi autonomi e realizzare sul proprio territorio una APPEA, con il diretto coinvolgimento delle aziende insediate, passa attraverso la redazione, da parte del Comune del “Piano per la riconversione delle aree produttive” che dovrà essere sviluppato seguendo le apposite “Linee Guida” regionali.
Legambiente, quindi, con questa e con altre azioni che sono in fase di preparazione, intende sollecitare, come ha correttamente fatto la Provincia, i Comuni appartenenti al Consorzio ASI a ridurre la spesa pubblica e ad essere artefici del “governo” del proprio territorio, rendendo realmente protagoniste le aziende insediate, attraverso le forme giuridiche consentite, di recuperare competitività e crescita anche attraverso i canoni della “green economy”.
Legambiente ritiene sia necessario ridurre al massimo la gestione “politica” di quegli Enti Economici che, in quanto totalmente svincolati dagli Enti elettivamente costituiti, rappresentano un reale freno alla “governace” del territorio da parte di chi ne ha titolo ed impediscono lo snellimento delle procedure di gestione, a danno delle aziende insediate, rallentandone e/o impedendone quello sviluppo al quale le stesse aziende ambiscono.
Legambiente Brindisi

giovedì 14 agosto 2014

VERSALIS: Lodevole il “piglio” dell’Ass. Monetti.

            Ci sembra doveroso riportare la soddisfazione relativa al “piglio” con il quale il neo Assessore Dott. Antonio Monetti  intende affrontare la questione Versalis; l’organizzazione di una struttura di riferimento presso l’ASL e la richiesta di apertura dell’AIA costituiscono sicuri elementi di impegno nella salvaguardia degli interessi ambientali, sanitari e degli stessi Lavoratori.
            Legambiente, con questi presupposti, non potrà che fornire un apporto concreto in merito alle azioni che l’Assessore intenderà intraprendere e sarà, nella propria riconosciuta autonomia, disponibile ad evidenziare le criticità che si evincono nell’attuale Decreto autorizzativo di AIA ed a proporre le più opportune richieste tecniche necessarie per “motivare” l’apertura della procedura di AIA.
            Si ribadisce, inoltre, fin anche a sembrare ripetitivi, che Legambiente non opera contro la Versalis ed ancor più contro i Lavoratori ma, tutte le iniziative e gli interventi che sono e saranno presi, hanno il fine comune di ridurre e migliorare la “impronta ecologica” dell’azienda che resta un patrimonio industriale di questa città.
            Pleonastiche ed inopportune appaiono le considerazioni della UILTEC, fra l’altro in contrasto con il proprio segretario provinciale, in quanto Legambiente non ha  né ha mai avuto “atteggiamenti inquisitori” verso alcuno, demandando agli Organi competenti tali compiti.
            E’ rilevante però ricordare al sindacalista che gli interventi di “ambientalizzazione” fatti in corso d’opera, e nel qual caso nel corso di oltre 50 anni di chimica di base a Brindisi, costituiscono solo ed esclusivamente “riparazione” ai danni ambientali prodotti e/o adeguamento a normative; sul tema della “contaminazione” delle matrici ambientali e dei danni sanitari prodotti dal comparto della chimica di base, fanno testo scientifico le caratterizzazioni chimiche effettuate all’interno del petrolchimico che hanno rilevato un sicuro “danno ambientale” arrecato alle matrici ambientali esaminate.
            In definitiva, bando alle polemiche e con il “piglio” (di scopa nova) del neo Assessore Monetti, cerchiamo, congiuntamente ed ognuno per le proprie funzioni (ancor più se volontarie) di definire percorsi amministrativi e tecnici in grado di migliorare sempre più la situazione ambientale del petrolchimico, ormai nota dal punto di vista della contaminazione, per cercare di
fornire a tale area un “futuro capace di sviluppo” (citazione di Edo Ronchi) e, nel qual caso, di sviluppo compatibile con il miglioramento ambientale, con il mantenimento e l’incremento della occupazione e con la salvaguardia della salute dei Cittadini.
            Gli strumenti ci sono e Legambiente li ha forniti (per esempio: Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata- APEA) ora spetta al Comune ed alla Regione, per gli aspetti normativi, acquisire tali strumenti e divenirsi vero artefice della gestione anche della zona industriale e delle proprie reali prospettive.
            Noi vogliamo esprimere, sbilanciandoci, ottimismo rispetto a questo “nuovo corso” dell’amministrazione comunale e…… speriamo di avere avuto un buon intuito. 
                                                                                                          prof. Francesco Magno
                                                                                              consulente nazionale Legambiente