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giovedì 1 gennaio 2015

APPALTO MICOROSA: A RISCHIO I “PRESIDI AMBIENTALI” PREVISTI.

COMUNICATO STAMPA
APPALTO MICOROSA: A RISCHIO I “PRESIDI AMBIENTALI” PREVISTI.

Le notizie di stampa e dei Media in merito alla gara di appalto per la bonifica della discarica di Micorosa  inducono ad ulteriori preoccupanti considerazioni, oltre a quelle, condivise, già espresse dal Presidente dell’ANCE di Brindisi.
Dai media si rileva che l’appalto presenta un’offerta con un massimo ribasso del 74,31% ed altre 5 che hanno proposto percentuali di ribasso superiori alla “soglia di anomalia”, calcolata, secondo la procedura normativa  dell’art. 86 del D.Lgs 163/06, superiore al 50% della somma posta a ribasso dalla gara.
Un primo aspetto da valutare è connesso al fatto che nel calcolo della “soglia di anomalia” va escluso il 10% delle offerte relative ai ribassi minimi e massimi, per cui l’offerta del 74,31% non ha contribuito, essendo quella al massimo ribasso, alla definizione della “soglia di anomalia”. Con ciò si intende riportare che molte delle aziende hanno presentato ribassi superiori al 50% e quindi sostanzialmente “anomali”.
Ed allora è opportuno chiedersi se il progetto definitivo sviluppato da Sogesid (società in house del Ministero dell’Ambiente) e verificato ed approvato dal Consiglio superiore del Lavori Pubblici è sovrastimato nella definizione dei “prezzi unitari” oppure è sostanzialmente errato.
Gli aspetti che interessano Legambiente sono esclusivamente connessi ai “pericoli” che potenzialmente si rilevano nella realizzazione del progetto e quindi, in particolare, nella corretta esecuzione dei “presidi ambientali” previsti nella progettazione e che vengono minati dagli eccessivi ribassi evidenziati.
Ci si chiede, infatti, come sia possibile realizzare tutte le opere di captazione idraulica della falda contaminata, di isolamento della discarica abusiva con la realizzazione dei diaframmi, di copertura dei circa 45 ettari di terreno, ecc. e che costituiscono i reali presidi ambientali e gli obiettivi che il finanziamento CIPE individuava, con ribassi assurdi del 74,31% ed altrettanto anomali con percentuali superiori al 50% ?
E’ evidente che la somma messa a disposizione del CIPE non deve essere persa, non fosse altro per la volontà del Comune, in verità iniziata nel 2000, di contenere e risanare i danni prodotti dallo scellerato e incontrollato smaltimento abusivo dei fanghi rivenienti dal petrolchimico.
Ma se tale azione non deve portare ai benefici che il Comune ed il CIPE si erano posti, paradossalmente sarebbe preferibile sospendere il tutto, verificare adeguatamente il progetto, aumentando i “presidi ambientali” previsti proprio in virtù della presunta eccessiva valutazione dei prezzi unitari, così come risulta dai ribassi effettuati.
Legambiente, non ha avuto l’opportunità di esprimere le proprie considerazioni tecniche sul progetto proposto dalla Sogesid, ma ritiene che lo stesso progetto possa essere ulteriormente migliorato a garanzia totale della “migrazione” dei contaminanti presenti nella falda, del completo confinamento con diaframma della discarica, di un più adeguato monitoraggio, ecc.
A tal riguardo Legambiente rimetterà nota tecnica, contenente integrazioni progettuali per migliorare le azioni di bonifica previste, a CIPE, Ministero dell’Ambiente, Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Autorità di Vigilanza LL.PP. ed Anticorruzione e Prefetto perché verifichino le eventuali anomalie tecniche progettuali e quelle relative alle offerte rivenienti dalla gara di appalto, a garanzia che gli obiettivi del finanziamento ottenuto siano totalmente raggiunti e raggiungibili. 
Per ultimo appare opportuno auspicare che, anche a fronte delle perplessità espresse dal Presidente dell’Ance di Brindisi e quindi dei costruttori interessati alla realizzazione dell’opera di bonifica di Micorosa, le perplessità avanzate da Legambiente siano anche recepite ed, in qualche modo, valutate e consolidate dallo stesso Comune di Brindisi.

Direttivo Legambiente Brindisi Circolo “T. Di Giulio”

venerdì 20 giugno 2014

Sul matrimonio festeggiato nel Parco di Torre Guaceto

Qualche giorno fa ha avuto molto spazio sugli organi di informazione la notizia, che abbiamo sperato fosse una boutade, della concessione dello spazio antistante la torre di Guaceto nell’omonimo Parco statale ad un costo, pare, di circa mille euro, cifra che, essendo accessibile a molti, desta preoccupazione perché potrebbe aprire la strada ad una vera e propria caccia all’ottenimento di una indiscutibilmente suggestiva location, ma che ricade in un’area tutelata dallo Stato!
Nella regolamentazione del Parco sono state individuate apposite aree nelle quali è possibile effettuare alcune attività, compatibilmente con la tutela naturalistica: l’area destinata ai servizi è quella classificata come “C”. La Torre di Guaceto ricade nell’area “A – Riserva integrale”, non destinata ad ospitare matrimoni. Non sono calzanti le giustificazioni apportate da alcuni che fanno il paragone con altri eventi culturali (concerti, visite)né tanto meno giustificate da introiti unicamente motivati dalla scelta della location!
Siamo convinti che gli amici del WWF ed il valido personale tecnico operante nella Riserva Nazionale di Torre Guaceto condividano le nostre perplessità e la nostra richiesta di revisione di una decisione che prescinde palesemente dal riconoscimento della valenza paesaggistica e naturalistica di Torre Guaceto.

Ci auguriamo che il Consorzio di Gestione riveda la propria programmazione e le autorizzazioni da rilasciare al fine di tutelare al meglio l’area.

lunedì 3 marzo 2014

COMUNICATO STAMPA
Consiglio comunale e questione energetica: continui rinvii per non decidere!
Il Consiglio Comunale monotematico sul polo energetico è stato, ancora una volta, rinviato al 17 marzo e caratterizzato da atteggiamenti “politichesi” che si concretizzano nella “cauta disponibilità” all’apertura nei confronti di Edipower–A2A.
Non è ancora chiaro alla politica che le posizioni istituzionali sugli “insediamenti” si esprimono attraverso la “partecipazione” alle procedure autorizzative e non in incontri con le aziende.
Dal sito del Ministero dell’Ambiente e relativamente alla procedura di VIA, associata all’AIA già ottenuta da parte della Edipower-A2A, le uniche due “osservazioni” presentate al progetto di utilizzo in co-combustione di CSS-combustibile e carbone, sono quelle nostre, di Legambiente e quelle della Provincia.
Il Comune non ha espresso alcun parere (sic!) e quindi, nel procedimento in corso, non ha garantito alcuna rappresentanza nella tutela ambientale del territorio e dei Cittadini; ci chiediamo se, a tal riguardo, siamo di fronte ad una scelta politica o ad “omissioni” tecniche da sanzionare.
La Provincia, invece, nelle proprie “osservazioni”, oltre a richiedere integrazioni, ha espresso anche una chiara volontà politica contro il progetto, attraverso riferimenti normativi nazionali e regionali che ne impediscono la realizzazione. 
 Continuiamo a ritenere che, vista l’importanza degli argomenti in discussione, il polo energetico richieda una seduta consiliare distinta rispetto a chimica e bonifiche, ma apprezziamo l’attenzione riservata, in particolare nel centrodestra, al Report di Legambiente sui Siti di Interesse Nazionale e, quindi, su quello di Brindisi: bonifiche, Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata (APEA) ed alternative green e smart rispetto alla non più praticabile ed inquinante “politica delle megaopere” saranno oggetto di riflessione e di proposte in un convegno che si svolgerà fra poco più di un mese.
Ricordiamo a tutti i consiglieri comunali ed al Sindaco, dal quale attendiamo risposte alle richieste fattegli pervenire, che sono scaduti i termini per redigere il Registro delle emissioni ed il Piano di azione per l’energia sostenibile nelle città europee firmatarie del Patto dei Sindaci: le risposte che chiediamo sono ben più importanti dei tentativi di concordare un Ordine del giorno di nessuna efficacia formale!
Uno dei punti di contrasto fra i gruppi politici è stata la posizione sulla centrale termoelettrica Brindisi Nord  e sul futuro dei lavoratori Edipower.
Legambiente ha da tempo formulato una sua articolata proposta che puntualizzerà nel convegno citato e che, come le altre, per evitare di fare chiacchiere, presupponeva che Regione e Comune, anche per avere più forza, fossero riuscite a bloccare con le proprie osservazioni, un positivo giudizio di compatibilità ambientale nella VIA sul progetto di co-combustione. La proposta prevede di coinvolgere i lavoratori e la società Edipower–A2A nello smantellamento dell’impianto (è anche a carico della stessa la bonifica del sito) e nella realizzazione di un Distretto tecnologico dell’energia rinnovabile che veda un  settore di ricerca (facendo in esso confluire i tanti soggetti del territorio, e non solo, che conducono studi e sperimentazioni avanzate anche con il ricorso a nanotecnologie), un settore destinato all’assistenza tecnica ed alla commercializzazione nel campo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza e del risparmio energetico, ed un impianto solare termodinamico da porre al servizio del porto e degli insediamenti civili vicini. Si propone di costruire un altro impianto termodinamico, previa verifica della effettiva disponibilità e titolarità dei suoli, nell’area del petrolchimico al posto di quello fotovoltaico mai realizzato.
A tal proposito si annuncia la richiesta, ai fini di legge, di quali siano i suoli pubblici, già caratterizzati ed autorizzati all’uso consentito dal Ministero dell’Ambiente, per rendere completa l’opportunità da offrire agli investitori. 

Questo ultimo impianto, da realizzare all’interno del petrolchimico (suoli ex EVC) povrebbe fornire energia elettrica alle imprese della zona industriale senza ricorrere a contrattazioni al ribasso, sui costi di fornitura in rete, ma come primo passo della realizzazione di quell’Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata (APEA) che, sulla base dei principi e degli obiettivi di smart economy, veda le imprese insediate  protagoniste della gestione della politica industriale sostenibile e non dissipatrici di risorse territoriali o utilizzatrici di servizi non sempre efficienti.

venerdì 20 dicembre 2013

COMUNICATO STAMPA
Il Consiglio Comunale convocato per discutere sul polo energetico è stato ulteriormente rinviato alla fine di gennaio e ciò aumenta le perplessità di chi sa bene quanto inefficaci siano appuntamenti che si concludono, nella migliore delle ipotesi, con l’approvazione di ordini del giorno.
La storia del polo energetico è costellata di riunioni di Consiglio comunale in cui si sono approvati ordini del giorno, che, per loro stessa natura, avevano il difetto di non produrre atti concreti.
Oggi, il Consiglio Comunale serve a condizione che sia preceduto da atti formali non rinviabili, quali la presentazione delle osservazioni nell’ambito della procedura VIA in corso (endoprocedimento nell’AIA) contro il progetto Edipower–A2A di realizzare un gruppo da 300 Mw alimentato da carbone (90%) e CSS (10%), contestualmente impegnandosi perché siano concordati smantellamento dei gruppi (subito del 1° e del 2°), bonifica del sito e suo futuro (Legambiente ha, da tempo, proposto un distretto tecnologico dell’energia rinnovabile). Il Consiglio va anche preceduto dall’approvazione del registro delle emissioni e dal piano per l’energia sostenibile, passaggi senza i quali si esce dal Patto per le città sostenibili in Europa sottoscritto dal Commissario Prefettizio nel 2012 e si perdono fondi europei a cui si avrebbe diritto di accesso prioritario.
Il Consiglio Comunale è importante se preceduto da questi atti e se si desse mandato al Sindaco e si intervenisse pubblicamente e formalmente per esprimere netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di trasferimento del gasdotto TAP nel territorio di Brindisi ed a qualsiasi pretesto strumentalmente legato ad una insostenibile alimentazione a metano della centrale Brindisi sud (centrali di cogenerazione, tecnicamente molto più avanzate e molto meno inquinanti di quella di Cerano sono in profonda crisi), centrale che oggi è in esercizio con una potenza quasi dimezzata (a causa del calo vistoso della domanda e della copertura primaria di essa con fonti rinnovabili): la proposta del Presidente della Regione Puglia di ridurre del 20% il combustibile e le emissioni rispetto a quanto disposto nell’AIA è, nei fatti, insufficiente, ma perché si vada oltre (a tutti ricordiamo che l’Enel è in possesso dell’AIA che lo blinda) è necessario creare quella concertazione che è risultata essere tanto efficace nel caso del terminal di rigassificazione.

mercoledì 18 dicembre 2013

COMUNICATO STAMPA INCENERITORE

In merito all’annunciata conferenza di servizi del 19 c.m. sull’inceneritore di fanghi attivi, Legambiente si dichiara contraria alla sua realizzazione, per il possibile aggravamento della presenza di inquinanti nell’atmosfera della città.  Legambiente nota la mancanza di una valutazione di incidenza sanitaria (VIS)  tanto necessaria vista la tipologia di impianto, la sua vicinanza alla città e le recenti indagini sulla salute. 
In merito, poi, alla possibile realizzazione di un impianto di depurazione delle acque reflue civili, ci si domanda perché non si voglia ricorrere alla tecnica della fitodepurazione, non inquinante, meno costosa e facilmente realizzabile in un’area dotata degli spazi necessari.
Crediamo che si possa creare  sviluppo e occasioni  di occupazione senza percorrere vecchie strade che – per quanto riguarda la piattaforma polifunzionale – hanno prodotto danni cospicui e interventi della Magistratura. Non vogliamo  ritrovare i problemi da cui faticosamente tentiamo di uscire.

Brindisi 18 dicembre 2013

lunedì 27 maggio 2013

Conferenza stampa di saluto al pellegrino Michele Del Giudice in cammino verso Gerusalemme

In occasione dell’arrivo a Brindisi, il prossimo venerdì 31 maggio, del pellegrino camminatore Michele Del Giudice, della sezione CAI di Foggia, nell’ambito del pellegrinaggio a piedi verso Gerusalemme seguendo l’antico tracciato medievale, Legambiente Brindisi Circolo “T. Di Giulio” e l’Associazione Via Francigena Pugliese, che opera nella mappatura del tratto salentino del percorso verso Gerusalemme (importante opportunità turistica per la nostra città e per il territorio salentino nell’ambito degli Itinerari del Consiglio d’Europa), organizzano, alle ore 16.30, una conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa nella piazzetta Scolmafora, antistante la sede di Legambiente Brindisi.

COMUNICATO STAMPA